venerdì 10 luglio 2009
Precari della scuola in piazza "In arrivo 16 mila licenziamenti"
di SALVO INTRAVAIA
Supplenti in piazza contro i tagli agli organici. Mercoledì 15 luglio, le organizzazioni nazionali che raccolgono i precari della scuola saranno a piazza Montecitorio per un sit-in di protesta. Al centro della manifestazione i tagli che dal prossimo anno scolastico mettono a rischio il lavoro di migliaia di supplenti. A settembre, infatti, oltre 16 mila saranno costretti a restare a casa senza cattedra e, soprattutto, senza stipendio. La Flc Cgil parla di "licenziamenti" mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi continua a ripetere che per effetto della contrazione degli organici "non verrà licenziato nessuno". Chi ha ragione? Lo sanno bene i diretti interessati che dallo stato di precarietà rischiano di scivolare in quello di disoccupazione, senza nessun paracadute.
Davanti alla Camera dei deputati ci saranno i precari aderenti al Cip (Comitato insegnanti precari) e alla Rete nazionale dei precari della scuola. I motivi della protesta sono esposti in un volantino che "boccia la Gelmini" per il suo operato. "Per difendere una scuola pubblica statale, libera, gratuita, pluralista e laica", "per il diritto allo studio per tutti", "per la libertà di insegnamento", "per una scuola di qualità" e "per salvare centinaia di migliaia di posti di lavoro". Ecco cosa spinge i supplenti a scendere in piazza.
Per la prima volta dopo lo sciopero generale dello scorso ottobre Cgil e Cisl si ritrovano accanto. Alla manifestazione aderiranno infatti anche la Cisl scuola, la Flc Cgil e la Gilda degli insegnanti. La Cisl scende in piazza per "dare prospettive e tutele ai precari della scuola", spiega Francesco Scrima. La Flc Cgil "è fortemente impegnata a contrastare le politiche dei tagli indiscriminati nelle scuole e a tutelare il diritto al lavoro, nella convinzione che non è riducendo le risorse finanziarie e di organico che si dà efficienza ed efficacia alla scuola italiana".
"I provvedimenti adottati dal governo nei confronti della scuola - dichiara Rino Di Meglio, leader della Gilda - colpiranno duramente le decine di migliaia di colleghi precari che dal prossimo anno scolastico perderanno qualunque possibilità di inserimento e stabilizzazione e delle misure a sostegno dei precari annunciate dal ministero non c'è ancora alcuna traccia".
Prove di unità sindacale, in vista degli impegni autunnali? Si vedrà. Un fatto è certo: fra docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) a settembre svaniranno 57 mila posti: un record per la scuola. Solo i pensionamenti attenueranno quello che poteva essere un autentico tsunami: andranno in pensione in 41 mila liberando altrettanti posti. Ma dell'indennità "di disponibilità", ventilata dal governo a favore dei supplenti annuali (quelli con contratto fino al 31 agosto), non vi è traccia.
GOVERNO: TORNA IL NUCLEARE, ACCORDO SU COLF E BADANTI (IL PUNTO) (ASCA)
Approvato dalla Camera il 4 novembre 2008, modificato dal Senato il 14 maggio 2009, nuovamente modificato dalla Camera lo scorso 1 luglio, approvato ieri senza modifiche dal Senato, il provvedimento e' quindi diventato legge.
La novita' piu' importante riguarda il ritorno all'energia nucleare. Entro se mesi dall'entrata in vigore della legge, il governo deve infatti adottare uno o piu' decreti legislativi per la localizzazione sul territorio nazionale degli impianti e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. L'esecutivo dovra' individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Il ddl sviluppo prevede anche la nascita di una ''Agenzia per la sicurezza del nucleare''. Sara' quest'ultima l'autorita' nazionale per la regolamentazione tecnica, il controllo e l'autorizzazione ai fini della sicurezza delle attivita' concernenti gli impieghi dell'energia nucleare, la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi.
Altra novita': e' stata modificata la normativa sulla cosiddetta ''class action'' che entrera' in vigore nel 2010.
Si prevede la possibilita' per i consumatori e gli utenti dei servizi pubblici di fare causa comune in tribunale ma se ne esclude la retroattivita' (tali azioni non sono quindi possibili per alcuni scandali degli ultimi anni, come quelli Cirio e Parmalat).
Il provvedimento prevede pure che le polizze assicurative siano meno care, se vengono stipulate per un periodo di almeno cinque anni. Tirano un respiro di sollievo i giornali che ricevono fondi pubblici. Sono stati infatti ripristinati i fondi per l'editoria per il periodo 2009-2010. Si tratta di 140 milioni di euro che verranno finanziati con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'imposta sul reddito delle grandi aziende petrolifere
lunedì 15 giugno 2009
Luigi Cesaro
Da Agoravox Italia, due brevi righe su Cesaro, neo Presidente della Provincia di Napoli.Resta il fatto che Cesaro è attualmente indagato nell’ambito del maxi-processo per lo scandalo dei rifiuti in Campania ed è stato eletto con il 58,28% di preferenze. Come è possibile che il popolo partenopeo ha scelto questo individuo come presidente della provincia? Come potremmo mai spiegare questo all’estero? Nessun paese democratico e civile permetterebbe ad u n personaggio indagato e coinvolto in scandali legati alla camorra di partecipare alla vita politica dello stesso. Siamo in Italia, “il paese dei balocchi”.
giovedì 19 febbraio 2009
La Cassazione sigilla il Mistero
http://www.agoravox.it/La-Cassazione-sigilla-il-mistero.htmlLa Cassazione ha respinto, per inammissibilità, il ricorso della procura di Caltanissetta contro il proscioglimento del colonnello dei carabinieri Giovanni Arcangioli, accusato di aver preso l’agenda rossa di Paolo Borsellino poco dopo la strage di via D’Amelio.
Tra gli indizi che avevano spinto a ipotizzare un coinvolgimento del militare nella scomparsa dell’agenda c’erano le immagini riprese subito dopo la strage che immortalavano Arcangioli allontanarsi dall’auto in fiamme con la borsa del magistrato. La stessa ricomparve, due ore dopo la sua scomparsa, sul sedile posteriore della macchina blindata del giudice ma senza l’agenda rossa al suo interno. Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso, afferma sconcertato che pensava “di essere ormai abituato a tutto di riuscire a resistere a qualsiasi disillusione, a qualsiasi venire meno della speranza di ottenere Giustizia, ma questa volta il colpo è troppo forte, questa volta non so se riuscirò a reggerlo”. Salvatore Borsellino continua osservando come “quell’uomo che si allontana guardandosi intorno con espressione sicura e che si guarda intorno per verificare se qualcuno lo sta osservando non & egrave; un uomo sconvolto, è un uomo sicuro di se e a cui non importa se è fatto di sangue e di pezzi di carne il terreno su cui cammina. E’ un uomo che sta compiendo una azione di guerra e deve portarla a termine.
E se così non fosse, se il Cap. Arcangioli fosse innocente e non fosse lui ad avere sottratto quella agenda, gli dovrebbe essere data la possibilità di difendersi in un pubblico dibattimento, di difendersi davanti all’opinone pubblica da un’accusa così infamante con la stessa visibilità che è stata data ai processi dei coniugi di Erba, di Meredith o della Franzoni”. La sua amara conclusione è che “eliminati senza bisogno di tritolo quei giudici che hanno osato avvicinarsi ai fili scoperti della corruzione del sistema di potere, intimoriti gli altri magistrati con gli esempi di provvedimenti disciplinari inauditi e da espulsioni dalla Magistratura pe r giudici che cercavano soltanto di ottemperare al giuramento prestato allo Stato al momento di intraprendere il loro servizio a quello Stato in cui avevano creduto, si è ormai arrivati alla fase finale”.
Soros: la Russia è una minaccia
di Andrea Perrone
L’Europa, non deve ignorare il pericolo proveniente dalla Russia, ma deve
puntare ad una politica energetica comune per neutralizzare la Federazione.
Sono queste in sintesi le parole pronunciate dal finanziere d’assalto e
fautore delle “rivoluzioni colorate” in giro per il mondo, George Soros
(foto).
“L’Europa non può ignorare l’aggressione geopolitica della Russia”, ha
dichiarato senza giri di parole il noto speculatore internazionale in un
articolo intitolato “Alternativa alla Geopolitica: il problema russo”,
pubblicato giovedì dal quotidiano economico russo Wedomosti. Non è un caso che
il giornale suddetto sia nato da uno sforzo congiunto del Financial Times e
del Wall Street Journal, rappresentanti di quella lobby anglo-statunitense che
più avversa la rinascita della Federazione russa, dopo gli anni bui di Boris
Eltsin e degli oligarchi.
“Per avere successo, deve agire unita. Una politica comune europea non
dovrebbe essere fondata esclusivamente sulla geopolitica, perché in questo
caso l’interesse nazionale potrebbe essere più forte di quello comune. La
Russia applicherebbe il principio del divide et impera, cosa che già compie”,
ha proseguito Soros.
A suo avviso, vi è ora un reale pericolo che la Russia possa provare ad
attuare il suo vecchio sogno di appropriarsi di una parte dell’Europa, con
questa pretesa vorrebbe risorgere a rango di potenza dominante.
“In questa situazione, l’Europa deve perseguire una doppia strategia”, ha
osservato Soros.
L’Europa “da una parte deve difendersi dalla minaccia geopolitica della
Russia” che è diventata ancora più attiva e aggressiva. “Dall’altra deve
perseguire la forza della legge affinché la legge della giungla venga espulsa,
e che l’esercizio della democrazia, la società aperta e la cooperazione
internazionale sia più forte della geopolitica”. Ovvero creare situazioni come
quelle che in Europa e in Asia Centrale hanno portato al potere dei burattini
in mano alla Cia e a finanzieri senza scrupoli come Soros. Proseguendo
l’articolo Soros ha poi dichiarato che è necessario aiutare l’Ucraina, che “è
ora in una situazione molto pericolosa”, ed anche la Georgia.
“La Russia ha la possibilità di affrontare questi Paesi, soltanto in virtù
della sua superiorità militare e renderli così dei suoi satelliti”, sarebbe
necessario opporsi a tutto ciò con i valori della società aperta, ha
sottolineato il magnate. Un malcelato riferimento alle “rivoluzione colorate”
messe in atto con i suoi soldi contro dei legittimi governi.
http://www.rinascita.info/cc/ RQ_Mondo/ EkFuVuFVAVhusNZa zm.shtml
giovedì 12 febbraio 2009
Nota da parte di Genchi
In quel procedimento penale ho svolto un’articolata consulenza tecnica per conto della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, egregiamente valorizzata dal Pubblico Ministero nella sua requisitoria e dalla Corte d’Assise di Catanzaro nella motivazione della sentenza emessa nel giudizio di primo grado.
A parte le cattiverie e le mistificazioni di ben individuati soggetti appartenenti ad un reparto del ROS di Roma e di ben precisi magistrati (indagati dalla Procura della Repubblica di Salerno anche per gravi reati in mio danno), gradirei essere conosciuto e considerato dai tanti italiani onesti che mi sono vicini per il mio operato.
La lettura di questa sentenza aiuterà a comprendere anche agli scettici in cosa consiste il mio lavoro.
A parte il risultato processuale a cui ho dato il mio modesto contributo, mi rimane l’amarezza di una Giustizia che non ha avuto lo stesso corso allorquando si sono incrociati potentati, toghe e “colletti bianchi”.
Oggi pago anche per questo: per la mia coerenza, per la mia ostinata determinazione e per la mia indipendenza nel credere e nell’affermare, nel mio modesto ruolo, i principi di una Giustizia Uguale per Tutti.
Non mi arrenderò alle prep otenze ed ai tentativi di chi vuole imbavagliarmi.
Lo debbo alla mia coscienza, all’onore del mio nome ed ai tanti che - anche col mio contributo - stanno espiando in carcere le conseguenze dei loro errori.
Mi difenderò in tutte le sedi giudiziarie ed istituzionali contro chi ha ordito, per fini ignobili, una delle più gravi mistificazioni mediatiche, politiche e giudiziarie della storia della Repubblica.
Ho dato incarico all’avv. Fabio Repici del Foro di Messina di difendermi presso la Procura della Repubblica di Roma.
Renderò pubbliche tutte le mie difese, dalle inique accuse che mi sono state rivolte.
Ho intanto lasciato ogni carica nel sindacato di Polizia e ho rinunciato all’aspettativa sindacale.
Nella condizione di indagato, pur nella consapevolezza di essere vittima di un complotto, non voglio farmi scudo di coperture, immunità e privilegi di casta.
Chi come me ha svolto indagini da pi&u grave; di venti anni, in tutte le direzioni - ma sempre con correttezza –non ha timore di essere a sua volta indagato, solo per avere fatto correttamente il proprio dovere e non essersi lasciato intimorire dalle intimidazioni dei potenti.
Ho sempre tenuto distinto il mio ruolo di consulente dell’Autorità Giudiziaria dalla mia funzione e dai miei incarichi nella Polizia di Stato e nel Sindacato di polizia a cui appartengo.
Non voglio quindi coinvolgere il mio Sindacato e la mia Amministrazione in fatti e condotte che mi riguardano solo come consulente dell’Autorità Giudiziaria e che, come tali, mi impongono di difendermi - come ho iniziato a fare con forza e determinazione - in tutte le sedi mediatiche, giudiziarie e istituzionali.
Ognuno di noi ha la sua storia. Ognuno di noi è la sua storia!
Giunto al traguardo dei 50 anni non posso lasciare ai miei figli ed ai miei tanti amici l’immagine che dei biechi mestat ori mi hanno voluto attribuire.
Questa sentenza, ultima di una lunga serie di collaborazioni giudiziarie – qualunque sarà l’esito del giudizio d’appello - è già un modesto contributo di chiarezza sull’onesta del mio lavoro e sulla correttezza del mio operato.
Con questi sentimenti vi invito alla lettura della sentenza, che potrete scaricare dal seguente link:http://tinyurl.com/c4gjdk
Gioacchino Genchi
Berlusconi si ribella contro tutti i poteri dello Stato di diritto
[El Pais]
Il primo ministro sfida il presidente della Repubblica e la Corte
Suprema con un decreto che annulla la sentenza su Eluana - Annuncia
che approverà "in tre giorni" una legge sul testamento biologico.
L'opposizione parla di giorno tragico e di colpo di Stato
Silvio Berlusconi ha lanciato questo venerdì una sfida senza
precedenti ai poteri della Repubblica italiana, alla massima autorità
dello Stato, il presidente Giorgio Napolitano, alle Camere, alla
Giustizia intera e allo Stato di diritto, con un decreto legge urgente
a cui seguirà un progetto di legge. Entrambe le iniziative sono state
pensate su misura per annullare la sentenza della Corte Suprema che
aveva autorizzato la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione
artificiale ad Eluana Englaro. La donna, ricoverata in una clinica di
Udine, vive in stato vegetativo dal 1992.
Il Vaticano, destinatario principale di un'iniziativa che
probabilmente non arriverà in tempo per impedire la sospensione del
trattamento alla Englaro, iniziata questo venerdì, ha applaudito
immediatamente l'annuncio di Berlusconi: "Il governo è stato
coraggioso e ci ha ascoltato". La Curia ha rivelato così, senza
mostrare nessun segno di pudore, la sua influenza cruciale nel momento
di convertire un particolare tema giuridico nello strumento che ha
permesso a Berlusconi di aprire un gravissimo conflitto istituzionale.
Una legge preparata in Vaticano da parte della gerarchia integralista
della Chiesa
Il decreto legge è stato approvato all'unanimità nel primo Consiglio
dei Ministri dopo una lunga deliberazione seduta, durante la quale,
hanno affermato i mezzi d'informazione locali, Berlusconi ha
minacciato di cacciare i ministri che avessero osato astenersi. Il
cavaliere (in italiano nel testo N.d.T.), ha imposto il suo criterio
sapendo in anticipo che Napolitano non avrebbe firmato il decreto. Il
Capo dello Stato aveva annunciato, in una lettera inviata al
consiglio, le sue riserve strettamente tecniche, dato che "secondo la
Costituzione, non può essere emesso un atto d'urgenza in opposizione
ad una sentenza giuridica pronunciata".
Una minuzia per Berlusconi, che qualche minuto dopo ha palesato la
grande sfida nascosta dietro la farsa del decreto. "Se Napolitano non
firma", ha detto Berlusconi, "riunirò il Parlamento in poche ore e
faremo una legge in due o tre giorni; poi chiamerò il popolo a
modificare la Costituzione per cambiare la procedura che regola i
decreti urgenti. Effettivamente, Napolitano si è rifiutato di firmare
il decreto - lampo. A seguito di quel rifiuto, Berlusconi ha dato
avvio alla sua ribellione nei confronti del capo dello Stato e ha
coinvolto i presidenti del Senato e della Camera convocando, alle otto
di sera, un consiglio dei ministri ridotto (4 ministri su 21) e
straordinario. Lì ha approvato, in 15 minuti, un progetto di legge che
"obbligherà ad alimentare e idratare le persone che non possono farlo
autonomamente". All'uscita, Berlusconi ha annunciato di aver chiesto
al presidente del Senato di convocare immediatamente un sessione
straordinaria per ratificare la norma.
Un tema poco urgente
Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati e terza massima
autorità dello Stato, aveva vivamente sconsigliato al Governo di
approvare il decreto legge. Il dubbio è sapere cosa farà adesso,
davanti alla convocazione urgente delle camere per un tema come
questo, che non rappresenta certo un'urgenza nazionale. Per
giustificare la fretta, Berlusconi ha fatto appello a bizzarri motivi:
"Non voglio sentirmi colpevole di omissione di soccorso". "Non voglio
la responsabilità della morte di Eluana". "Ha delle cellule vive nel
cervello e ipoteticamente potrebbe ancora avere figli". "Non sappiamo
quanto persistente sia il suo stato vegetativo", ha aggiunto, toccando
il tasto della superstizione. Poi ha confessato di aver letto un libro
di un tipo che è stato in coma per 20 anni e si è svegliato ("è molto
bello, ve lo consiglio".)
"Che affondi il mondo pur di far giustizia", ha detto, "nessuna
formalità giuridica vale una vita umana". Dopo aver chiesto ai medici
che si occupano di sospendere l'alimentazione ad Eluana di "aspettare
qualche giorno", in un ultimo gesto di viltà ha ricordato che il padre
di Eluana, Beppino, non può lamentarsi per le spese che gli causa la
situazione della figlia, "visto che di lei si sono occupate sempre le
suore". Englaro non si è mai lamentato di nulla, a parte del fatto che
lo Stato e i medici hanno sequestrato la libertà e il diritto
costituzionale di sua figlia.
Il ministro della Sanità, Maurizio Sacconi, ha inviato degli ispettori
alla clinica per, ha detto, "cercare le risposte che ancora non
abbiamo". La frase implica che il Governo tenterà di fermare la
sospensione del trattamento di Eluana con tutti i mezzi possibili. Ha
poco tempo, perché il procedimento, iniziato ieri mattina, sarà
irreversibile in 48 ore. Vittorio Angiolini, avvocato della famiglia,
ha assicurato che seguiranno il corso della giustizia. "E' fuori ogni
discussione: continueremo". E Beppino ha affermato: "Sono commosso".
L'opposizione ha ricevuto con stupore la sfida del Cavaliere. Walter
Veltroni, leader del PD, ha detto: " Si comporta in un modo
assolutamente irresponsabile e cerca deliberatamente lo scontro
istituzionale. Oggi è un giorno molto difficile per la storia
dell'Italia. Il partito dell'Italia dei Valori ha parlato di " Governo
fascista". Il comunista PDCI ha sintetizzato: " Quì è in corso un
colpo di Stato". Per l'europarlamentare radicale Marco Cappato, il
Governo è diretto da "una banda di lefebvriani della politica".
A giudizio di Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, Berlusconi "ha
ignorato le regole base della separazione dei poteri e ha sconvolto
l'essenza dello Stato di diritto, che fino ad ora si basava sul
principio secondo il quale l'ultima parola è della Corte Suprema".
Ciò che nessuno può mettere in dubbio è l'abilità del 'cavaliere'.
Approfittando con cinismo del vento favorevole del Vaticano, la
debolezza dell'opposizione e l'emotività trasversale che questo tema
suscita, e disprezzando in poche parole il dolore di una famiglia che
vive un calvario che dura da 17 anni, Berlusconi ha sfruttato il caso
per ascendere alla posizione di caudillo e dare uno scossone ad
un'architettura istituzionale che gli è sempre stata scomoda.
sabato 7 febbraio 2009
Anche Bertolaso sotto inchiesta
Il comitato antidiscarica di Chiaiano e Marano chiede le dimissioni di Bertolaso reo "di aver mentito sulla bomba ecologica presente nella cava di Chiaiano" ed il blocco dei lavori della cava.
Sottoscrivo quanto affermato dal comitato: ogni amministratore pubblico, nel momento in cui deve difendersi da accuse, dovrebbe avere la decenza di lasciare il suo incarico per evitare che alla gente restino dubbi circa il suo operato. Una volta accertate le responsabilità, si faranno i conti. Ma questo avviene più in Italia?? Soprattutto se ad essere indagati sono i politici??
venerdì 6 febbraio 2009
Il consigliere Assassinato
Tommasino era indagato per tentata corruzione. Per il Noe era coinvolto in un giro di mazzette per una discarica
di Irene De Arcangelis
RIFIUTI, discariche, tangenti. Camorra. Quattro parole messe ancora una volta in fila, nella cronaca giudiziaria campana, per le tinte fosche dell´omicidio di Luigi Tommasino, il consigliere comunale di Castellammare di Stabia ucciso con 13 colpi di pistola di cui 11 andati a segno. Mentre si annunciano i funerali della vittima e il lutto cittadino per una vittima dei clan, le indagini rendono più cupi i colori inizialmente limpidi della vita di Tommasino.A cominciare da un fatto messo nero su bianco quando ancora l´omicidio non era stato commesso: proprio martedì, qualche ora prima del delitto, era stata consegnata dai carabinieri del Noe una dettagliata informativa al pm di Potenza Henry John Woodcock su appalti collegati allo smaltimento dei rifiuti in Campania, una tranche nata dall´inchiesta "Total" del magistrato della procura lucana che conduceva ai presunti rapporti tra un imprenditore e alcuni politici della provincia di Napoli per la realizzazione di un termovalorizzatore nel vesuviano.
In quella informativa Tommasino risultava indagato per associazione per delinquere e tentata corruzione. Motivo: una tangente chiesta - per conto di un assessore per ora senza nome - a un imprenditore locale per i lavori nella discarica di Terzigno. Territorio, questo, in cui arriva il flusso di potere del clan D´Alessandro. Il nome del consigliere comunale non era il solo: nell´elenco al tre tredici persone, per lo più politici e amministratori locali. Di questa inchiesta Tommasino sarebbe stato già al corrente, tanto che gli inquirenti dell´Antimafia stanno valutando la possibilità di aprire un fascicolo anche per la fuga di notizie.
L´informativa era arrivata proprio ieri sul tavolo del pm Woodcock il quale, però, ha dovuto precipitarsi a Napoli per un incontro con i suoi colleghi che indagano sul caso Tommasino. Per mettere insieme i pezzi e ricostruire il movente del delitto. Si parte da un forte sospetto: chi sapeva che Tommasino era indagato, e dunque di qui a poco avrebbe parlato con i magistrati, ha voluto probabilmente chiudergli la bocca. Ucciderlo per farlo tacere. Interessi troppo al di sopra della sua vita erano stati messi in gioco. Dunque appalti, tangenti, gestione dei rifiuti che riconducono all´acquisizione degli atti avvenuta, proprio su mandato della procura di Potenza, qualche se ttimana fa al Comune di Castellammare di Stabia. Mentre rientra perfettamente sul binario che hanno preso le indagini l´interrogatorio di ieri sera al sindaco di Castellammare Salvatore Vozza. Domande dei magistrati sulle frizioni politiche all´interno della giunta e sulle stesse dimissioni di Corrado, ma anche su eventuali appalti gestiti dall´amministrazione.
In questo quadro complesso e ancora pieno di punti oscuri, si stanno svelando i diversi interessi di Tommasino proprio nel settore rifiuti. Per esempio con il consorzio Mita di San Giorgio a Cremano (che oggi non esiste più) e con cui il consigliere comunale aveva rapporti di lavoro. O il suo ruolo di tramite, un anno fa, tra il commissariato per l´emergenza rifiuti e il Comune di Castellammare di Stabia. Mentre, per non escludere alcuna ipotesi, si indaga anche sulle Terme stabiane. Il presidente della Sint, società che gestisce l´impianto, è infatti il cognato di Tommasino. E le Terme sono sempre state un sogno di conquista della camorra.
Di pari passo le indagini della polizia scientifica. Ieri, in una zona periferica di Castellammare di Stabia, è stata ritrovata una delle due moto Beverly di colore scuro usate per l´agguato. Ma soprattutto è stato recuperato uno dei caschi usati dai sicari, e si punta alle analisi biologiche. Si stanno inoltre studiando i filmati delle telecamere esterne allo stadio di Castellammare, mentre le registrazioni di altri quattro occhi elettronici non hanno consentito di individuare dettagli utili a risalire all´identità dei sicari. Killer che non sarebbero di Castellammare, ma che avrebbero avuto l´autorizzazione ad agire proprio dal clan D´Alessandro. Intanto il legale della famiglia Tommasino, Elio Palombi, chiede: «Chiunque abbia visto qualcosa parli e collabori con gli inquirenti».
Qualcosa di Vergognoso !!
Molti napoletani si sono indignati alla vista di questo video...
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=44939&sez=NAPOLI&npl=N
Napoli libera dai rifiuti, lo spot del governo
Uno spot per celebrare il superamento dell’emergenza rifiuti a Napoli e in Campania, la fine di un incubo, l’inizio di una fase nuova. È l’iniziativa promossa dal governo in collaborazione con la fondazione «Pubblicità Progresso» per dare inizio alla seconda parte del piano strategico messo a punto dal premier Silvio Berlusconi e dal sottosegretario Guido Bertolaso: mostrare all’Italia e al mondo che all’ombra del Vesuvio non ci sono più cumuli di immondizia in strada attraverso una campagna pubblicitaria che andrà in onda nelle prossime settimane sulle tel evisioni nazionali.
Nasce così il video, della durata di quaranta secondi, che mostra una donna sommersa dai sacchetti. Le immagini sono in bianco e nero, a testimoniare la drammaticità del momento. Poi, però, accade qualcosa di speciale e imprevedibile: una, cinque, dieci persone aiutano la donna e in pochi istanti la liberano dai rifiuti. A quel punto il grigiore scompare per lasciare spazio al colore.
«Napoli aveva un problema, non stiamo a riparlarne, noi sappiamo quale - dice una voce in sottofondo - il governo è intervenuto. E quando il governo, lo Stato, fa qualcosa, è come se lo facessero tutti gli italiani. Ma ora ci vuole l’impegno di tutti, chi ci vive e chi ci viene. Facciamo in modo che resti così, è più bella, no?».
Alla fine la protagonista, l’attrice Elena Russo, in abito azzurro ringrazia e, sorridendo, chiosa: «Napoli. Bella ieri, bella oggi, bel la domani».
Girato prima di Natale a Milano (e poi sottoposto a una serie di ritocchi), lo spot è firmato dall’agenzia Life Longari & Loman (direzione creativa di Andrea Concato), mentre la casa di produzione è Mercurio Cinematografica (regia di Fabrizio Ferri).
martedì 3 febbraio 2009
Dai Blog
alcune notizie da suo blog diffuse, meritano di essere lette.
Saluti, Luigi.
http://www.beppegrillo.it/2009/01/salve_a_tutti_m/index.html?s=n2009-01-30
sabato 31 gennaio 2009
E' morto Giuseppe Gatì
E' vero quando si dice che se ne vanno via sempre i migliori.Stavolta è toccato a Giuseppe Gatì, il giovane agrigentino che aveva osato contestare Vittorio Sgarbi durante un incontro pubblico. Giuseppe era un ragazzo dai sani valori che ha condotto tante battaglie in difesa della legalità.
venerdì 30 gennaio 2009
Inchiesta Rompiballe
Il nome di spicco è quello di Marta Di Gennaro, una dei vice di Guido Bertolaso quando l'attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti.
Figurano tra gli imputati: Domenico Di Battista, responsabile della discarica di Villaricca; Sergio Asprone, responsabile gestione impianti Fibe; Roberto Cetera e Lorenzo Miracle Bragantini, vertici della Ecolog; Giuseppina Marra, funzionario della Provincia di Caserta; Massimo Cortese, Filippo Rallo e Giovanni De Laurentiis, coordinatori degli impianti di selezione dei rifiuti; Angelo Pelliccia, direttore generale di Fibe e Fibe Campania; Massimo Malvagna, amministratore delegato delle due società.
Il processo comincerà il 26 maggio prossimo davanti alla quinta sezione del tribunale di Napoli. Le accuse contestate vanno dal traffico illecito di rifiuti, al falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Tra i principali capi di imputazione vi è il trattamento fittizio delle "ecoballe" negli impianti di Cdr il cui contenuto veniva poi sversato illecitamente nelle discariche.
Ecco, per chi pensava che tali personaggi potevano risolvere il problema dei rifiuti, più di qualche dubbio gli verrà in mente...