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mercoledì 11 maggio 2011

Ballarò e il servilismo di stato

Ieri sera sulla rete RAI, la stessa che ha vietato alla ricercatrice Mariachiara Alberton di parlare del prossimo referendum del 12 giugno p.v., si è assistito ad una nausenate puntata di bugie e scherno dei politici di governo ed opposizione verso altri invitati che ponevano delle controproposte.
Tra gli ospiti in studio, oltre al segretario del PD Pierluigi Bersani, il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, l’imprenditore Diego Della Valle, il presidente dei commercialisti italiani Claudio Siciliotti, il giornalista Mario Giordano.
Ebbene si continua a prendere in giro gli italiani su occupazione e sviluppo, quando tutti sanno che da dieci anni in Italia non aumenta più un solo posto di lavoro, ma il governo nel suo ipocrita spot elettorale continua a gettare fumo negli occhi della gente sempre più disinformata e poco incentivata verso la politica.

martedì 11 gennaio 2011

Riparte PBC Campania

COMUNICATO STAMPA
Giovedì 13 gennaio 2011 alle ore 17.00 presso la libreria Treves in Piazza Plebiscito (di fronte al Palazzo Reale) si terrà l’assemblea regionale di Per il Bene Comune Campania. All’incontro, aperto anche a simpatizzanti, sarà presente la commissaria temporanea Adele Dentice, del coordinamento nazionale di PBC. In assemblea si discuterà di quanto accaduto a Napoli, con particolare riguardo al ritiro dall’accordo con PIN/Insorgenza Civile, e più in generale della situazione campana e delle iniziative da intraprendere. Si parlerà inoltre del percorso congiunto di PBC con altri soggetti, sulla base del documento comune “Uniti e Diversi”. Al termine dell’assemblea sarà inoltre eletto il nuovo coordinatore o la nuova coordinatrice regionale.

martedì 14 dicembre 2010

Nessun accordo Per il Bene Comune con Pin/Insorgenza

COMUNICATO STAMPA
Il Collegio dei Garanti di Per il Bene Comune ha sanzionato il comportamento tenuto in Campania con l'accordo elettorale per le elezioni comunali di Napoli con le liste PIN/Insorgenza Civile.
Tale accordo, assunto in difformità da quanto previsto nello Statuto di PBC, non ha alcuna validità: PBC non partecipa quindi alla lista PIN.

Per il Bene Comune ribadisce la propria trasparenza e fermezza in merito ai processi democratici assembleari che servono anche per l'individuazione di candidature e di progetti elettorali, pure se con altre realtà con le quali si possa eventualmente proporre un percorso condiviso.

Il Coordinamento Nazionale di Per il Bene Comune

martedì 15 settembre 2009

Il re delle sceneggiate non era Mario Merola?

Questi ci prendono proprio per i fondelli. Una finta questione con una finta lettera a mò di sceneggiata napoletana per distogliere , ancora una volta, l'attenzione sulle vere questioni che invadono il nostro paese. Di seguito la lettera firmata da 50 ex AN al presidente del consiglio:

'Caro Presidente, in qualita' di deputati quotidianamente impegnati in Parlamento a sostenere l'attivita' del governo ci rivolgiamo a Te per rappresentarti un disagio che richiede un intervento al fine di armonizzare le varie anime politiche e parlamentari che si ritrovano nel Popolo della Liberta'.

Come sai siamo entrati determinati e convinti nella nuova formazione politica certi di poter costruire con Te il grande partito dei moderati italiani. Tale percorso e' coinciso con un favorevole momento elettorale che sta garantendo al Paese un governo capace di risolvere i problemi dei cittadini, anche grazie alla Tua leadership e alla Tua ineguagliabile ''politica del fare''.

Il Popolo della Liberta' deve conservare pero' la sua natura di partito del pensare, allenato alla discussione, avendo come priorita' una solida e visibile democrazia interna. A tal fine riteniamo che sarebbe opportuno un patto di consultazione permanente tra Te e il cofondatore del Popolo delle Liberta' Gianfranco Fini, al quale siamo politicamente e personalmente legati e con cui siamo entrati nel PdL e in Parlamento.

Riteniamo inoltre opportuno segnalarTi la necessita' di tenere dei vertici di maggioranza che coinvolgano tutto il PdL, evitando la sensazione che dalle cene del lunedi' venga fuori la linea dell'esecutivo e che questa sia di fatto condizionata dalla Lega a scapito del nostro partito.

C'e' infine la necessita' di strutturare il Pdl come un vero e proprio partito, a livello centrale e territoriale, facendo funzionare gli organi previsti dallo Statuto con periodicita' e trovando in quella sede le soluzioni tra le varie posizioni di partenza su questioni a volte anche delicate che riguardano la coscienza dei singoli.

Ti sottoponiamo per ultima una questione non politica ma a nostro giudizio pericolosa e incomprensibile per gli effetti che produce. Ci riferiamo alle reiterate affermazioni offensive e calunniose de ''Il Giornale'' diretto da Vittorio Feltri nei confronti di Fini.

Ferma restando la nostra convinzione sull'irreversibilita' del bipolarismo e sull'impossibilita' per chi come noi viene da AN di prefigurare scenari di tipo diversi slegati dal Pdl e dalla Tua leadership, Ti preghiamo di intervenire quanto prima per evitare che tali problematiche possano causare un corto circuito interno al nuovo partito''.

martedì 18 agosto 2009

Cesaro e la prima delibera alla Provincia di Napoli, più portaborse per tutti

Una breve su Cesaro, di Vincenzo Iurillo da "L'Antefatto"

Se pensava che ad agosto se la sarebbe cavata nella disattenzione generale del Palazzo che si svuota per le vacanze, il pidiellino Luigi Cesaro ha sbagliato i suoi calcoli. Il neo presidente della Provincia di Napoli e la sua giunta hanno emanato una delibera, la prima dall’insediamento, che non è passata inosservata. Avrebbero potuto battezzarla, mutuando con ironia uno slogan berlusconiano, “più portaborse per tutti”. E non solo. Trattasi di una manovrina finanziaria con la quale l’esecutivo provinciale guidato dall’avvocato-deputato di Sant’Antimo - noto per essere il generoso fornitore di mozzarelle di Silvio Berlusconi - ha disposto una variazione della relazione previsionale triennale 2009-11 per 343mila euro, e una variazione del bilancio di previsione 2009 per 287mila euro. Fondi che andranno a rimpinguare il capitolo per le assunzioni di “collaboratori esterni per gli uffici alle dirette dipendenze degli organi politici”, ovvero gli staffisti del presidente e dei dodici assessori, nonché per “la nomina di dirigenti con contratto a tempo determinato” e per “l’attivazione del comando di personale di qualifica dirigenziale”. In pratica, il tesoretto servirà a finanziare un’infornata di gente da scegliere e imbarcare tramite decreti, senza selezione e senza concorso. Una cuccagna, che tornerà utile per soddisfare qualche grande elettore di Cesaro e della sua composita coalizione di ben 14 liste, Udc compresa. E dire che pochi mesi prima del voto, la giunta di centrosinistra presieduta dal verde bassoliniano Dino Di Palma, che pure non ha brillato per morigeratezza, aveva deciso di sforbiciare un po’. Lasciando risorse per un solo staffista per assessore, aumentabili a due in caso di contratti part-time. Ora la delibera del centrodestra, approvata “in via d’urgenza e salvo ratifica consiliare”, ha ripristinato il vecchio schema: due staffisti full-time per assessore, che possono diventare tre (o quattro) frazionando un contratto a tempo pieno in due contratti part time, e sei staffisti per il presidente. Dice il capogruppo del Pd, Pino Capasso, che nella precedente giunta è stato assessore al Personale, finito spesso nel mirino dei sindacati: “Più che una rivoluzione quella di Cesaro sembra una restaurazione. Prima ancora di presentare le linee programmatiche e spiegare ai cittadini della Provincia di Napoli il suo progetto di governo, il nuovo corso tanto sbandierato dal centrodestra si sostanzia nella più antica e inveterata pratica della politica: aumentare il personale di staff presso le segreterie politiche, e comandare da altri Enti dirigenti amici, a discapito delle professionalità interne alla Provincia". “Se il buon giorno si vede dal mattino – conclude Capasso - sembra che il centrodestra abbia intenzione di mutuare tutti i difetti che sono stati per anni addebitati al centrosinistra, con buona pace degli elettori che si aspettavano un reale cambiamento”.

martedì 3 febbraio 2009

Tremonti il fuggitivo

Sarebbe da mandare in mondovisione la figuraccia fatta dal "nostro" ministro dell'economia, Giulio Tremonti, durante un'intervista rilasciata ad un giornalista della Cnbc a margine del forum mondiale dell'economia svoltosi a Davos.Fin quando il giornalista resta nel generico, Tremonti risponde cordialmente, ma appena gli domanda se l'Ad di Unicredit Profumo si rivolgerà al governo per qualche forma di assistenza, il "nostro simpaticone" se la dà a gambe levate.Ecco il link del video tratto dal blog di Beppe Grillo:
Tanto per far capire la levatura di tali personaggi che in Italia pontificano perchè l'informazione è supina su di loro, sanno di non avere problemi a dire qualsiasi balla perchè sono loro a controllare l'informazione. Buona visione...

sabato 31 gennaio 2009

Il delirio su Genchi

Gioacchino Genchi è un servitore dello Stato.
Gioacchino Genchi è quella persona per la quale Silvio Berlusconi ha detto che "sta per uscire uno scandalo che sarà il più grande della storia della Repubblica. Un signore ha messo sotto controllo 350000 persone, dobbiamo essere decisi a non consentire questo sistema di indagine che non deve continuare. Dobbiamo porre dei limiti certi per la sicurezza dei cittadini".
Ora, che la sicurezza da difendere sia quella dei poteri forti, politica in primis, dovrebbe essere chiaro a tutti. Del resto, ritengo che i cittadini onesti vogliono che le intercettazioni restino uno strumento d'indagine per contrastare il crimine e quindi si è disposti a fare a meno di un piccolo pezzo di privacy (ammesso e non concesso che chi non ha nulla da nascondere ne dovrebbe essere ben felice).
L'intercettazione fa così paura ai politici perchè è lo strumento più genuino ed efficace d'indagine: quando si parla al telefono si usano quasi sempre toni molto confidenziali e si è portati a parlare anche di vicende un po' nascoste.
A causa di questi motivi Berlusconi e ciurma al seguito fanno a gara tra chi la spara più grossa per trovare un accordo con l'opposizione (che ne sarà di sicuro contenta) sulla legge anti-intercettazioni (per ora il ddl prevede norme deliranti di cui parleremo in seguito).
Tornando a Genchi, è doveroso affermare la verità: Genchi, in vita sua, non ha mai effettuato una intercettazione!! Genchi, che collabora con tante procure d'Italia, ed è stato consulente di De Magistris (guarda un po' con chi se la prendono) incrocia i tabulati telefonici relativi ad intercettazioni disposte dai magistrati grazie a software sofisticati, e relaziona sui contatti telefonici fra indagati intercettati e non indagati.
Non esiste alcun archivio, e chi afferma il contario mente sapendo di mentire.
Per conto di De Magistris, Genchi ha ha trattato 792 utenze, appartenenti a un numero molto inferiore di persone (ciascuna usa più telefoni e più schede).
Ieri sia Genchi che De Magistris sono stati sentiti dal Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), il cui presidente, Francesco Rutelli è amico dell'indagato numero 1 in "Why Not", e cioè Antonio Saladino.
Mi verrebbe da dire, secondo un detto napoletano, cornuti e mazziati!!
Massima solidarietà e rispetto a servitori dello Stato come Gioacchino Genchi.