mercoledì 11 maggio 2011

Ballarò e il servilismo di stato

Ieri sera sulla rete RAI, la stessa che ha vietato alla ricercatrice Mariachiara Alberton di parlare del prossimo referendum del 12 giugno p.v., si è assistito ad una nausenate puntata di bugie e scherno dei politici di governo ed opposizione verso altri invitati che ponevano delle controproposte.
Tra gli ospiti in studio, oltre al segretario del PD Pierluigi Bersani, il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, l’imprenditore Diego Della Valle, il presidente dei commercialisti italiani Claudio Siciliotti, il giornalista Mario Giordano.
Ebbene si continua a prendere in giro gli italiani su occupazione e sviluppo, quando tutti sanno che da dieci anni in Italia non aumenta più un solo posto di lavoro, ma il governo nel suo ipocrita spot elettorale continua a gettare fumo negli occhi della gente sempre più disinformata e poco incentivata verso la politica.

domenica 6 marzo 2011

Comuni sciolti in Campania per infiltrazione camorristica

Istituzioni e Camorra

Numerosi sono stati in passato i contatti tra i gruppi camorristici e la politica locale e nazionale.
All'inizio degli anni novanta i pentiti Pasquale Galasso e Carmine Alfieri fecero dichiarazioni che misero sotto accusa Antonio Gava, potente capo della corrente dorotea e dirigente della Democrazia Cristiana, successivamente assolto.
Secondo il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore, il 30% dei politici campani è colluso con la Camorra. Il dato incrementa notevolmente se si conta che, solo nella Provincia di Napoli, più di 70 comuni su 92 sono stati sciolti o interessati da provvedimenti per infiltrazioni camorristiche, con pesanti condizionamenti sulla spesa pubblica e l'imprenditoria legata agli appalti.

Per le quote latte il governo toglie fondi ai malati di cancro. Di nuovo

25 febbraio 2011
La lotta cara alla Lega vede ridurre gli stanziamenti per la ricerca oncologica. E dire che avevano promesso di ripristinare tutto.
Meglio gli allevatori del Veneto che i malati di cancro. Questa la filosofia della norma, stavolta interamente sulle spalle del governo di Silvio Berlusconi , che vede gli stanziamenti per la ricerca oncologica ridursi a favore delle quote latte, o meglio, delle multe che l’Italia deve all’Europa perchè i mandriani del Nord si sono rifiutati di stare nelle regole.
MUCCHE E CANCRO – Hanno “splafonato”, come si dice, ovvero sono andati fuori standard e Bruxelles pretende sostanziose sanzioni a carico dello Stato. Si ricordano trattori in mezzo alle strade a bloccare il traffico per protesta, e si hanno notizie, di nuovo – e vedremo perchè fra un minuto – di questa curiosa disposizione: fra i tanti capitoli di spesa che si potevano aggredire per coprire quest’uscita, si vanno a toccare proprio i più delicati, come gli stanziamenti per la ricerca oncologica.

sabato 5 marzo 2011

Cosa Brucia un inceneritore?

COS’E’ L’INCENERIMENTO ?
Termovalorizzatori, gassificatori, pirolizzatori sono solo alcuni tra i nuovi termini oggi utilizzati per indicare una tecnologia,quella dell’incenerimento, che di nuovo non ha assolutamente nulla. Chiariamo subito che ”termovalorizzazione” è un termine che non andrebbe usato, la Comunità Europea infatti, ha diffidato l’Italia dall’utilizzare questo vocabolo, in quanto è un imbroglio sociologico e verbale visto che gli impianti valorizzano ben poco, ed il termine dà adito a fraintendimenti e confusioni. Al più potremmo chiamare questi impianti termodistruttori !! Ma vediamo cosa sono più nel dettaglio.
Gli inceneritori sono semplicemente “camini” che bruciano rifiuti, si evolvono in termodistruttori (termovalorizzatori) quando sfruttano il calore prodotto dalla combustione per produrre energia elettrica. Il gassificatore invece articola i processi in due fasi: attraverso un processo di pirolisi (dissociazione molecolare) converte i materiali organici in gas mediante riscaldamento in presenza di ridotte quantità di ossigeno, formando un gas sintetico (syngas) che nella seconda fase del processo, viene bruciato e di nuovo, dal processo di combustione si ricava energia elettrica.
QUALI RIFIUTI ALIMENTANO GLI INCENERITORI?
Il combustibile degli impianti d’incenerimento sono i rifiuti, ma contrariamente a quanto si pensa, non tutti possono essere inceneriti. I metalli, il vetro si ritrovano all’uscita degli impianti e tutti gli scarti alimentari non vengono bruciati perché hanno un bassissimo potere calorico, non convenienti quindi a produrre energia. Cos’è allora che bruciano questi inceneritori ? Solo il 35% dei rifiuti totali ! Il resto finisce comunque in discarica !! Oltre al rifiuto urbano indifferenziato ed alcune frazioni secche, il combustibile “preferito” dagli inceneritori è il così detto CDR (Combustibile derivato da rifiuti) che è costituito per lo più da plastica, gomma, carta e legno. Ovvero bruciano proprio una parte dei materiali più altamente RICICLABILI !!!
In questo modo si capisce anche perché la raccolta differenziata viene tanto promossa a fianco dell’incenerimento. In quest’ottica infatti, differenziare significa separare i rifiuti per prepararli a divenire Ecoballe di CDR pronte per essere bruciate! Se non differenziassimo la plastica, il legno, la carta, si troverebbero in mezzo agli scarti alimentari che hanno basso potere calorico e quindi andrebbero separati a posteriori per essere bruciati. Con l’incenerimento la raccolta differenziata fallisce! Non si differenzia per riutilizzare, risparmiando sui costi di produzione e le materie prime, risparmiando sull’energia necessaria a costruire da zero ogni nuovo oggetto, si differenzia per facilitare l’incenerimento !!!

Degrado Oasi Variconi, incontro col presidente dell'Ente Parco


Entra nel vivo del dibattito politico e della società civile l’annosa questione dell’Oasi dei Variconi, già oggetto, la scorsa settimana, di segnalazioni ed esposti recepiti dai media nazionali e regionali, nonché dalle istituzioni cittadine e militari di Castel Volturno.
E sulla posizione della Regione Campania?“Al momento la Regione Campania – rilancia Traettino – deve farci capire se vuole mantenere in vita gli enti parco oppure intende eliminare tale figura di gestione dei parchi regionali rinviando ai comuni ed enti territoriali la gestione delle riserve. In effetti dalle ultime disposizioni emanate non si capisce quali intenzioni abbia. Viviamo purtroppo in questo dubbio e immobilismo burocratico e politico. Dall’altra parte vogliamo sapere quali sono le reali intenzioni programmatiche degli enti locali”.